Se c’è una cattura capace di far tremare i polsi a un pescatore a fondo, quella è la Pezzogna (conosciuta anche come Pagello Occhialone o Rovello). Con la sua livrea rosa argentea e quel grande occhio nero caratteristico, la pezzogna non è un pesce qualunque: è il premio per chi sa sfidare gli abissi e interpretare i fondali più difficili.

Che tu sia un amante del bolentino pesante o che tu voglia sfruttare l’alleanza tra tecnica e tecnologia usando il drone fishing per calare l’esca su batimetriche altrimenti inraggiungibili da terra, questa guida ti svelerà i trucchi per insidiare questo straordinario sparide.

Identikit della Pezzogna: Cacciatrice dell’Ombra

A differenza del cugino fragolino, la Pezzogna (Pagellus bogaraveo) ama la profondità e l’oscurità. I grandi occhi servono proprio a questo: intercettare la luce e il movimento nel buio dei fondali marini.

  • L’Habitat: Popola i fondali fangosi, detritici e le zone vicino a secche isolate o canyon sottomarini. I giovani si avvicinano a riva, ma gli esemplari di taglia importante vivono stabilmente tra i 100 e gli oltre 400 metri di profondità.
  • Il Momento Giusto: È attiva tutto l’anno. Nelle giornate di cielo coperto o mare leggermente mosso le probabilità di fare centro aumentano, poiché la pezzogna tende a risalire leggermente verso batimetriche inferiori per cacciare.

Le Esche Regine per gli Abissi

Nel buio delle grandi profondità l’esca deve farsi notare, sia per il profumo che per la consistenza (visto che i pesci di disturbo non mancano). Ecco cosa non deve mai mancare sul tuo amo:

  1. Filetto o Striscioline di Sarda: L’esca per eccellenza. Oleosa, profumatissima e altamente visibile nel buio grazie ai suoi riflessi argentei.
  2. Calamaro e Seppia: Tagliati a strisce e battuti per renderli teneri. Resistono benissimo agli attacchi della minutaglia e rimangono saldi sull’amo anche dopo calate a distanze siderali.
  3. Gambero Rosso o Mazzancolla: Un boccone prelibato a cui le pezzogne extralarge non sanno resistere. Assicuralo sempre con qualche giro di filo elastico.

Il Calamento per la Pezzogna: Robustezza e Visibilità

Considerate le profondità e la corrente, serve un assetto solido che non si aggrovigli durante la discesa e che presenti le esche in modo impeccabile vicino al fondo. Il nostro Trave TR01 nasce proprio per gestire calamenti tecnici con massima idrodinamicità.

  • Il Trave: Nylon dello 0.50 – 0.60 mm per resistere alle trazioni e ai piombi generosi necessari per baciare il fondo.
  • I Braccioli: 3 braccioli in fluorocarbon dello 0.28 – 0.35 mm, lunghi circa 40-60 cm. Lo spessore serve a evitare i garbugli dovuti alla discesa e alle correnti di fondo.
  • Gli Ami: Robusti, a gambo lungo (misure dal 4 al 2), capaci di ospitare inneschi voluminosi come il filetto di sarda.

Il Trucco del Mestiere: Nelle profondità della pezzogna la luce scarseggia. Inserire una piccola perla fluorescente (glow) o un tubicino fosforico appena sopra l’amo aumenterà esponenzialmente l’attrattività della tua esca. In più, calare insieme un pasturatore di fondo come il Pasturatore TonyCO caricato con sarda pressata creerà una scia olfattiva capace di richiamare il branco anche da grande distanza.

La Rivoluzione del Drone Fishing: Pezzogne da Terra?

Fino a ieri, pescare le pezzogne di taglia era un’esclusiva di chi possedeva una barca e un mulinello elettrico. Oggi, grazie ai droni da pesca, le regole del gioco sono cambiate.

Sfruttando la potenza del drone per il rilascio dell’esca, puoi trasportare il tuo trave pesante oltre la barriera delle acque basse, depositando l’inganno direttamente sui primi grandi sbalzi di batimetrica, a centinaia di metri dalla spiaggia. Una pesca incredibilmente adrenalinica che porta le emozioni del grande bolentino sottomarino direttamente sulla sabbia.

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